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Fiscale

TFR: Trattamento di Fine Rapporto e Scelta di Destinazione

·14 min lettura·Studio Giaquinta
Salvadanaio e documenti di pianificazione finanziaria

Introduzione

Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una componente fondamentale della retribuzione di ogni lavoratore dipendente in Italia. Conosciuto anche come "liquidazione" o "buonuscita", il TFR rappresenta una somma che il datore di lavoro accantona annualmente e che viene corrisposta al lavoratore al termine del rapporto di lavoro. In questa guida analizziamo nel dettaglio come funziona, come si calcola e qual è la scelta migliore per la sua destinazione.

Cos'è il TFR

Il TFR è un elemento di retribuzione differita disciplinato dall'art. 2120 del Codice Civile. In pratica:

  • Il datore di lavoro accantona ogni anno una quota della retribuzione del dipendente
  • La somma accantonata viene **rivalutata annualmente**
  • Al termine del rapporto di lavoro (per qualsiasi motivo), il TFR viene liquidato al lavoratore

Quando viene pagato il TFR

Il TFR viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro per:

  • **Dimissioni** volontarie
  • **Licenziamento** (individuale o collettivo)
  • **Pensionamento**
  • **Scadenza** del contratto a tempo determinato
  • **Risoluzione consensuale**

Come si Calcola il TFR

La formula base

Ogni anno il datore di lavoro accantona una quota pari a:

Retribuzione annua lorda / 13,5

Questo corrisponde a circa il 7,41% della retribuzione annua.

Esempio di calcolo annuale

Per un lavoratore con RAL (Retribuzione Annua Lorda) di 30.000€:

  1. **Quota TFR annuale**: 30.000 / 13,5 = **2.222,22€**
  2. **Contributo INPS** (0,5%): 30.000 × 0,5% = 150€ (a carico del lavoratore)
  3. **Accantonamento netto annuo**: 2.222,22 - 150 = **2.072,22€**

La rivalutazione annuale

Il TFR accantonato viene rivalutato ogni anno con la seguente formula:

Rivalutazione = 1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo

ComponenteValore
Quota fissa1,5%
Quota variabile75% dell'inflazione ISTAT
Tassazione rivalutazione17% (imposta sostitutiva)

Esempio di TFR accumulato

Un lavoratore con RAL costante di 30.000€ e inflazione media al 2%:

AnnoQuota annuaRivalutazioneTFR cumulato
2.222€-2.222€
2.222€~3% annuo~12.100€
10°2.222€~3% annuo~26.400€
20°2.222€~3% annuo~62.000€

La Scelta della Destinazione

Ogni lavoratore dipendente del settore privato deve scegliere dove destinare il proprio TFR. Le opzioni sono due:

Opzione 1: Lasciare il TFR in azienda

Il TFR resta presso il datore di lavoro come forma di autofinanziamento aziendale.

Vantaggi:

  • **Liquidità immediata** alla cessazione del rapporto
  • **Rivalutazione garantita** per legge (1,5% + 75% inflazione)
  • Possibilità di richiedere **anticipazioni**
  • Nessun rischio di mercato finanziario

Svantaggi:

  • Rendimento generalmente **inferiore** rispetto ai fondi pensione
  • **Tassazione ordinaria** (aliquota media degli ultimi 5 anni, dal 23% al 43%)
  • In caso di **fallimento** dell'azienda, il TFR è coperto dal Fondo di Garanzia INPS, ma con tempistiche lunghe

Nota: per le aziende con più di 50 dipendenti, il TFR non scelto viene automaticamente versato al Fondo di Tesoreria INPS.

Opzione 2: Destinare il TFR a un fondo pensione

Il TFR viene versato mensilmente a un fondo di previdenza complementare scelto dal lavoratore.

Vantaggi:

  • **Tassazione agevolata**: aliquota dal **15% al 9%** (si riduce dello 0,3% per ogni anno di partecipazione oltre il 15°)
  • **Rendimenti potenzialmente superiori** nel lungo periodo
  • **Contributo aggiuntivo del datore di lavoro** (previsto dalla maggior parte dei CCNL)
  • **Deducibilità fiscale** dei contributi volontari aggiuntivi fino a 5.164,57€/anno
  • Risparmio fiscale in fase di erogazione

Svantaggi:

  • **Minore liquidità**: il capitale è vincolato fino al pensionamento
  • **Rischio di mercato**: il rendimento dipende dalla gestione finanziaria del fondo
  • Regole più rigide per le **anticipazioni**

Confronto Tassazione: Azienda vs Fondo Pensione

AspettoTFR in aziendaTFR nel fondo pensione
Aliquota alla liquidazione23% - 43% (media 5 anni)15% - 9%
Tassazione rivalutazione17% annuoVariabile (20% sui rendimenti)
Contributo datore di lavoroNoSì (1-2% in media)
Deducibilità contributi extraNoSì, fino a 5.164,57€

Esempio numerico comparativo

Lavoratore con RAL di 35.000€, 30 anni di servizio:

Scenario A - TFR in azienda: - TFR lordo accumulato: ~85.000€ - Tassazione media (27%): ~22.950€ - TFR netto: ~62.050€

Scenario B - TFR nel fondo pensione: - TFR lordo accumulato: ~85.000€ - Rendimento extra del fondo (+2% medio annuo): ~+25.000€ - Contributo datore di lavoro (1,5%): ~+15.750€ - Capitale lordo totale: ~125.750€ - Tassazione agevolata (9%): ~11.318€ - Capitale netto: ~114.432€

La differenza può essere di decine di migliaia di euro a favore del fondo pensione nel lungo periodo.

Anticipazioni del TFR

Anticipazione dal TFR in azienda

Il lavoratore con almeno 8 anni di servizio può richiedere un'anticipazione fino al 70% del TFR maturato per:

  • **Acquisto prima casa** per sé o per i figli
  • **Spese sanitarie** straordinarie
  • **Congedo parentale** o formazione

La richiesta può essere fatta una sola volta durante il rapporto di lavoro.

Anticipazione dal fondo pensione

I fondi pensione permettono anticipazioni con regole specifiche:

MotivoPercentuale maxAnzianità minima
Spese sanitarie75%Nessuna
Acquisto prima casa75%8 anni
Altre esigenze30%8 anni

Il Silenzio-Assenso

Per i lavoratori che non esprimono alcuna scelta entro 6 mesi dall'assunzione, scatta il meccanismo del silenzio-assenso: il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione previsto dal contratto collettivo di categoria, oppure al fondo complementare di riferimento.

Casi Particolari

Lavoratori del settore pubblico

Per i dipendenti pubblici il TFR segue regole diverse:

  • Si chiama **TFS** (Trattamento di Fine Servizio) per i dipendenti assunti prima del 2001
  • Il calcolo è basato sull'ultima retribuzione (non sulla media annuale)
  • I tempi di erogazione sono più lunghi (fino a 24 mesi dalla cessazione)

Cambio lavoro

In caso di cambio di datore di lavoro:

  • Il TFR accantonato in azienda viene **liquidato** alla cessazione
  • Il TFR nel fondo pensione **resta nel fondo** e continua ad accumularsi con il nuovo datore di lavoro
  • È possibile **trasferire** la posizione del fondo pensione

Piccole imprese (fino a 49 dipendenti)

Per le aziende con meno di 50 dipendenti, il TFR non destinato a fondo pensione resta effettivamente in azienda (non viene versato al Fondo Tesoreria INPS).

Consigli Pratici

1. Valuta il tuo orizzonte temporale

Se sei giovane e hai davanti molti anni di lavoro, il fondo pensione è quasi sempre la scelta migliore grazie all'effetto dell'interesse composto e della tassazione agevolata.

2. Controlla il tuo CCNL

Molti contratti collettivi prevedono un contributo aggiuntivo del datore di lavoro solo se il lavoratore destina il TFR al fondo pensione. Rinunciare al fondo significa perdere questo contributo gratuito.

3. Diversifica

Se hai già altri investimenti o risparmi liquidi, destinare il TFR al fondo pensione aggiunge diversificazione al tuo patrimonio complessivo.

4. Informati sui costi del fondo

Non tutti i fondi pensione sono uguali. Confronta:

  • **Costi di gestione** annuali (ISC - Indicatore Sintetico dei Costi)
  • **Rendimenti storici** (disponibili su COVIP)
  • **Linee di investimento** disponibili (garantita, bilanciata, azionaria)

Conclusione

La scelta della destinazione del TFR è una delle decisioni finanziarie più importanti nella vita lavorativa. Per la grande maggioranza dei lavoratori, il fondo pensione offre vantaggi significativi in termini di rendimento e tassazione. Tuttavia, ogni situazione è diversa e merita un'analisi personalizzata.

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