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Fiscale

Forfettario: Quanto Mettere da Parte per Tasse e Contributi

·8 min lettura·Studio Giaquinta
Salvadanaio di terracotta su un tavolo di legno, simbolo dell'accantonamento per tasse e contributi nel regime forfettario

Il Problema di Chi Ha la Partita IVA Forfettaria

Il regime forfettario è semplice sulla carta: niente IVA in fattura, niente registri, un'imposta sostitutiva al posto dell'IRPEF. Eppure è uno dei regimi in cui capita più spesso di trovarsi senza la liquidità necessaria quando arrivano le scadenze di giugno e novembre.

Il motivo è che durante l'anno nessuno trattiene nulla: l'intero importo della fattura entra sul conto, ma una parte non è tua. Appartiene all'Erario e all'INPS, e andrà versata mesi dopo, spesso tutta insieme. La domanda pratica è quindi una sola: quanto mettere da parte a ogni incasso?

In questo articolo vediamo il calcolo passo per passo, con i parametri 2026, e gli errori che più spesso portano a sorprese.

Come Si Calcolano Tasse e Contributi nel Forfettario

Il conto segue sempre quattro passaggi:

  1. Reddito imponibile: gli incassi dell'anno si moltiplicano per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO
  2. Contributi previdenziali: si calcolano sul reddito imponibile, secondo la gestione INPS (o la cassa professionale) a cui si è iscritti
  3. Base imponibile: dal reddito si sottraggono i contributi previdenziali versati nell'anno
  4. Imposta sostitutiva: si applica il 15%, oppure il 5% per i primi cinque anni di una nuova attività, se ricorrono i requisiti

Il principio di cassa è importante: conta quando incassi una fattura, non quando la emetti, e i contributi si deducono nell'anno in cui li paghi, non in quello a cui si riferiscono.

I coefficienti di redditività

AttivitàCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di alimentari e bevande40%
Servizi di alloggio e ristorazione40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Intermediari del commercio62%
Altre attività economiche67%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%
Costruzioni e attività immobiliari86%

I contributi INPS 2026

GestioneCome si calcola nel 2026
Gestione separata (professionisti senza cassa)26,07% del reddito imponibile, entro il massimale di 122.295 euro
ArtigianiQuota fissa di 4.521,36 euro sul minimale di 18.808 euro, più il 24% sulla parte di reddito che lo supera
CommerciantiQuota fissa di 4.611,64 euro sul minimale di 18.808 euro, più il 24,48% sulla parte di reddito che lo supera
Casse professionaliSecondo le regole della propria cassa

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono chiedere all'INPS la riduzione del 35% dei contributi, con la domanda entro il 28 febbraio. La riduzione abbassa i versamenti ma anche la contribuzione utile per la pensione.

Esempio: Quanto Accantonare su 30.000 Euro di Incassi

Laura è una consulente iscritta alla Gestione separata, con coefficiente del 78% e imposta al 15%. Prevede di incassare 30.000 euro nell'anno.

VoceCalcoloImporto
Reddito imponibile30.000 × 78%23.400,00 €
Contributi Gestione separata23.400 × 26,07%6.100,38 €
Base imponibile23.400 − 6.100,3817.299,62 €
Imposta sostitutiva17.299,62 × 15%2.594,94 €
Totale da accantonare8.695,32 €

In pratica Laura dovrebbe mettere da parte circa il 29% di ogni incasso: su una fattura da 1.000 euro, 290 euro non sono suoi. Se avesse diritto all'aliquota del 5%, l'imposta scenderebbe a 864,98 euro e l'accantonamento a circa il 23%.

L'esempio è una stima "a regime", cioè nell'ipotesi che i contributi dedotti siano quelli dell'anno. Nella realtà la deduzione segue i pagamenti effettivi e i numeri possono variare, soprattutto il primo anno.

Per artigiani e commercianti la percentuale non è fissa

Con la gestione artigiani o commercianti la quota fissa sul minimale si paga anche se gli incassi sono bassi, in quattro rate (maggio, agosto, novembre e febbraio dell'anno successivo). Per questo la percentuale da accantonare è più alta nei mesi con pochi incassi e più bassa quando il fatturato cresce. In questi casi conviene ragionare sul totale annuo previsto, non su una percentuale fissa.

La Trappola del Secondo Anno

Il momento più delicato per chi apre la partita IVA è il giugno del secondo anno. Nel primo anno, infatti, non si versano acconti, perché non c'è un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Nel secondo anno arrivano tutti insieme:

  • il saldo dell'imposta sostitutiva e dei contributi del primo anno
  • il primo acconto dell'imposta sostitutiva per l'anno in corso, pari al 50% dell'imposta del primo anno
  • per la Gestione separata, il primo acconto dei contributi, pari al 40% di quelli dell'anno precedente

A novembre segue il secondo acconto: un altro 50% dell'imposta e un altro 40% dei contributi.

Chi ha accantonato correttamente nel primo anno ha i soldi per il saldo, ma non per gli acconti. Per questo, durante il primo anno, è prudente mettere da parte qualcosa in più della semplice percentuale calcolata sopra.

Le Scadenze da Ricordare

ScadenzaCosa si versaCodice tributo F24
30 giugnoSaldo imposta sostitutiva dell'anno precedente1792
30 giugnoPrimo acconto imposta sostitutiva1790
30 novembreSecondo acconto imposta sostitutiva1791
Stesse scadenzeSaldo e acconti dei contributi INPS sul redditoSezione INPS
Maggio, agosto, novembre, febbraioRate fisse di artigiani e commerciantiSezione INPS

Il versamento di giugno può essere rinviato al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. In caso di ritardo è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando sanzioni ridotte e interessi.

Errori Comuni da Evitare

  1. Calcolare l'accantonamento sul fatturato emesso invece che sugli incassi effettivi
  2. Dimenticare i contributi: per molti professionisti pesano più dell'imposta sostitutiva
  3. Applicare il 5% senza verificarne i requisiti, ad esempio quando la nuova attività prosegue un lavoro dipendente svolto in precedenza
  4. Ignorare gli acconti del secondo anno, che possono far raddoppiare i versamenti di giugno
  5. Tenere i soldi accantonati sul conto di tutti i giorni: un conto separato, anche solo un salvadanaio digitale, rende difficile spenderli per errore
  6. Perdere di vista la soglia degli 85.000 euro: oltre i 100.000 euro si esce dal regime già nell'anno in corso

Uno Strumento per Farlo in Automatico: Conto Certo

Tenere questi conti su un foglio Excel è possibile, ma richiede costanza e attenzione ai parametri che cambiano ogni anno. Un'alternativa è Conto Certo, un programma pensato proprio per chi ha la partita IVA in regime forfettario, sviluppato da SkillExpert di Matteo Borgese.

Cosa fa, in sintesi:

  • a ogni incasso registrato calcola la quota da mettere da parte per imposta e contributi, con i parametri del proprio anno
  • prepara il piano dei versamenti con importi, date e codici F24, e calcola il ravvedimento in caso di ritardo
  • importa le fatture elettroniche scaricate dal portale dell'Agenzia delle Entrate (zip, XML e .p7m), senza doverle ricopiare
  • tiene sotto controllo la soglia degli 85.000 euro e avvisa quando ci si avvicina
  • per gli studi, offre una vista d'insieme di tutti i clienti forfettari, ordinati per urgenza

Il programma si installa sul proprio computer (Windows, macOS o Linux, tramite Docker Desktop) e i dati restano lì, senza abbonamento. Sul sito c'è una demo online senza registrazione con due clienti di prova, oltre a un calcolatore online dell'accantonamento: il link è nel riquadro qui sotto.

Conto Certo non sostituisce il commercialista: aiuta a tenere i conti in ordine durante l'anno, mentre la dichiarazione e le scelte fiscali restano da verificare con un professionista.

Conclusione

Nel forfettario la regola d'oro è considerare ogni incasso già "diviso": una parte è tua, una parte è dell'Erario e dell'INPS. Calcolare bene questa quota, e ricordarsi degli acconti del secondo anno, evita di arrivare a giugno senza la liquidità necessaria.

Vuoi sapere con precisione quanto accantonare per la tua attività? Contattaci per una verifica personalizzata: controlliamo coefficiente, gestione previdenziale e requisiti per l'aliquota del 5%, e ti prepariamo un piano dei versamenti per l'anno.

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