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Fiscale

Secondo Acconto Imposte 30 Novembre 2026: Calcolo e Scadenze

·9 min lettura·Studio Giaquinta
Professionista che calcola gli importi con la calcolatrice su una pila di documenti fiscali, per il secondo acconto delle imposte

Cos'è il Secondo Acconto del 30 Novembre

Le imposte sui redditi si pagano in parte "in anticipo": oltre al saldo dell'anno precedente, il contribuente versa durante l'anno degli acconti sull'imposta che maturerà per l'anno in corso. Il secondo acconto (o acconto in unica soluzione) per il periodo d'imposta 2026 scade lunedì 30 novembre 2026.

La scadenza riguarda soprattutto chi presenta il Modello Redditi: titolari di partita IVA in regime ordinario o forfettario, soci di società di persone, professionisti, società di capitali (per IRES e IRAP) e privati con redditi non tassati alla fonte, come i canoni di locazione. Insieme alle imposte vanno versati anche i contributi INPS calcolati in dichiarazione.

Quest'anno la scadenza ha un elemento in più da valutare: il taglio dell'aliquota IRPEF del secondo scaglione, che per alcuni contribuenti può rendere conveniente ricalcolare l'acconto.

Chi Deve Versare e Quanto

Per l'IRPEF l'acconto 2026 si calcola, con il metodo storico, sul 100% dell'imposta dovuta per il 2025, cioè l'importo del rigo RN34 ("Differenza") del Modello Redditi PF 2026. Le soglie da conoscere sono due:

  • se il rigo RN34 è inferiore a 52 euro, l'acconto non è dovuto
  • se l'acconto è inferiore a 257,52 euro, si versa tutto in unica soluzione entro il 30 novembre

Sopra questa soglia l'acconto si divide in due rate, con percentuali diverse a seconda del contribuente:

ContribuentePrima rata (giugno/luglio)Seconda rata (30 novembre)
Generalità dei contribuenti40%60%
Soggetti ISA e forfettari50%50%
Cedolare secca40%60%

La ripartizione 50/50 vale per chi esercita attività per cui sono approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), per i loro soci e, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 93/E del 2019, anche per i contribuenti in regime forfettario.

Per le società di capitali l'acconto IRES è pari al 100% dell'imposta dell'anno precedente, con la stessa regola 40/60 (50/50 per i soggetti ISA). Attenzione però: per il 2026 la Legge di Bilancio (L. 199/2025) impone in diversi casi di ricalcolare l'imposta di riferimento come se le nuove regole fossero già applicate nel 2025, ad esempio per la nuova disciplina delle plusvalenze. Il dato del rigo della dichiarazione non sempre basta.

Metodo Storico o Previsionale: Cosa Cambia nel 2026

Il contribuente non è obbligato a versare un acconto pari all'imposta dell'anno precedente. Se prevede di dovere meno imposta per il 2026, ad esempio per minori redditi o per nuove spese detraibili, può calcolare l'acconto sull'imposta stimata: è il metodo previsionale.

Il taglio dell'aliquota IRPEF dal 35% al 33%

L'art. 1, comma 3, della Legge di Bilancio 2026 ha ridotto l'aliquota del secondo scaglione IRPEF dal 35% al 33%. Dal 2026 gli scaglioni sono:

Reddito imponibileAliquota 2025Aliquota 2026
Fino a 28.000 euro23%23%
Da 28.000 a 50.000 euro35%33%
Oltre 50.000 euro43%43%

Il beneficio massimo è di 440 euro l'anno e si raggiunge con un reddito da 50.000 euro in su. Per i redditi complessivi superiori a 200.000 euro la legge prevede una riduzione di 440 euro delle detrazioni, che di fatto annulla il vantaggio.

Il metodo storico parte dall'imposta 2025, calcolata ancora con l'aliquota del 35%. Chi ha un reddito sopra i 28.000 euro e prevede un 2026 simile al 2025 si trova quindi a versare un acconto superiore all'imposta che effettivamente dovrà. Con il metodo previsionale può versare di meno già il 30 novembre.

Non si tratta di un risparmio d'imposta in senso stretto: chi versa con il metodo storico recupera la differenza come credito nella dichiarazione dell'anno successivo. Il vantaggio è finanziario, cioè meno liquidità anticipata all'Erario.

Esempio Pratico

Marco è un professionista soggetto ISA, con un reddito imponibile di 45.000 euro nel 2025 e una previsione identica per il 2026. Per semplicità ipotizziamo l'assenza di detrazioni e ritenute.

  • Imposta 2025: 28.000 × 23% + 17.000 × 35% = 6.440 + 5.950 = 12.390 euro
  • Imposta stimata 2026: 28.000 × 23% + 17.000 × 33% = 6.440 + 5.610 = 12.050 euro
  • Prima rata già versata a giugno (50% del metodo storico): 6.195 euro
VoceMetodo storicoMetodo previsionale
Acconto complessivo 202612.390 €12.050 €
Prima rata versata6.195 €6.195 €
Seconda rata al 30 novembre6.195 €5.855 €

Con il metodo previsionale Marco versa 340 euro in meno il 30 novembre. Come si vede, la prima rata può essere calcolata con il metodo storico e la seconda con quello previsionale: conta che il totale degli acconti sia almeno pari all'imposta effettivamente dovuta per il 2026.

I Rischi del Metodo Previsionale

Il metodo previsionale è legittimo ma comporta un rischio preciso. Se a consuntivo l'imposta 2026 risulta superiore a quanto stimato, la differenza tra acconto dovuto e acconto versato è considerata un omesso versamento, con sanzioni e interessi.

A differenza di quanto avvenuto in via eccezionale nel 2020, oggi la legge non prevede alcun margine di tolleranza: basta sottostimare di poco per essere sanzionabili. Prima di ridurre l'acconto occorre quindi considerare con attenzione:

  • i compensi e ricavi che si prevede di incassare entro il 31 dicembre
  • eventuali redditi diversi (locazioni, plusvalenze, redditi da partecipazione)
  • le detrazioni effettivamente spettanti per il 2026
  • per chi ha aderito al concordato preventivo biennale, il fatto che l'acconto va calcolato sul reddito concordato

Cedolare Secca, Forfettari e Contributi INPS

Cedolare secca

L'acconto della cedolare secca è pari al 100% dell'imposta del 2025 (rigo LC1 del Modello Redditi), dovuto se questa è di almeno 52 euro. La seconda rata, pari al 60%, si versa entro il 30 novembre; sotto i 257,52 euro l'acconto si paga in unica soluzione alla stessa data.

Regime forfettario

I forfettari versano l'acconto dell'imposta sostitutiva con le stesse soglie dell'IRPEF ma con la ripartizione 50/50. Anche per loro è possibile il metodo previsionale, utile in caso di calo del fatturato o di cessazione dell'attività.

Contributi INPS

Il 30 novembre scade anche il secondo acconto dei contributi previdenziali:

  • Gestione separata (professionisti senza cassa): l'acconto è pari all'80% del contributo dovuto per il 2025, diviso in due rate del 40%
  • Artigiani e commercianti: alla scadenza delle imposte si versa il secondo acconto dei contributi sulla parte di reddito che eccede il minimale (18.808 euro per il 2026)

Si Può Rateizzare il Secondo Acconto?

No. La rateizzazione prevista per i versamenti da dichiarazione riguarda solo il saldo e il primo acconto, e il piano deve concludersi entro il 16 dicembre. Il secondo acconto va pagato in unica soluzione entro il 30 novembre, così come il secondo acconto dei contributi INPS.

Negli anni d'imposta 2023 e 2024 una norma temporanea aveva consentito alle partite IVA con ricavi o compensi fino a 170.000 euro di rinviare il secondo acconto a gennaio e di pagarlo in cinque rate. La misura non è stata riproposta per il 2025 e, allo stato attuale, non è prevista per il 2026.

I Codici Tributo F24

ImpostaCodice tributoSezione F24
IRPEF, seconda rata o unica soluzione4034Erario
IRES, seconda rata o unica soluzione2002Erario
IRAP, seconda rata o unica soluzione3813Regioni
Cedolare secca, seconda rata o unica soluzione1841Erario
Imposta sostitutiva forfettari, seconda rata o unica soluzione1791Erario

Come anno di riferimento va indicato 2026, perché l'acconto riguarda l'imposta del 2026. I titolari di partita IVA devono pagare l'F24 esclusivamente in via telematica.

Lavoratori Dipendenti e Pensionati con 730

Chi ha presentato il 730 con sostituto d'imposta non deve fare nulla: la seconda o unica rata di acconto IRPEF e cedolare secca viene trattenuta nella busta paga o nella pensione di novembre.

Chi voleva una trattenuta inferiore, o nessuna trattenuta, doveva comunicarlo per iscritto al datore di lavoro entro il 10 ottobre: per quest'anno quel termine è ormai passato. Chi ha presentato il 730 senza sostituto paga invece con F24 entro il 30 novembre.

Se Paghi in Ritardo: il Ravvedimento Operoso

Per l'omesso o tardivo versamento, l'art. 13 del D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024, prevede una sanzione del 25%, ridotta alla metà (12,5%) se il pagamento avviene entro 90 giorni. Per ritardi fino a 15 giorni la sanzione è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo.

Con il ravvedimento operoso queste sanzioni si riducono ancora:

Quando si regolarizzaRiduzioneSanzione effettiva
Fino a 15 giorni1/10circa 0,083% per giorno di ritardo
Dal 16° al 30° giorno1/101,25%
Entro 90 giorni1/9circa 1,39%
Entro il termine della dichiarazione relativa al 20261/83,125%
Oltre tale termine1/7circa 3,57%

Oltre all'imposta e alla sanzione ridotta vanno versati gli interessi legali giorno per giorno (1,6% annuo per il 2026).

Esempio: Marco dimentica la seconda rata di 5.855 euro e la paga il 20 dicembre 2026, con 20 giorni di ritardo. Sanzione: 5.855 × 1,25% = 73,19 euro; interessi: 5.855 × 1,6% × 20/365 = 5,13 euro.

Errori Comuni da Evitare

  1. Usare il previsionale "a occhio": senza una stima documentata del reddito 2026 si rischia l'omesso versamento.
  2. Dimenticare la cedolare secca o i contributi INPS: hanno la stessa scadenza ma codici e importi propri.
  3. Applicare la percentuale sbagliata: un soggetto ISA che versa il 60% invece del 50% paga più del dovuto; il caso inverso genera sanzioni.
  4. Indicare il 2025 come anno di riferimento nell'F24, invece del 2026.
  5. Contare su una rateizzazione che per il secondo acconto non esiste.
  6. Ignorare i ricalcoli previsti per le società dalla Legge di Bilancio 2026 nella determinazione degli acconti IRES.

Conclusione

Il secondo acconto del 30 novembre 2026 è un appuntamento ricorrente, ma quest'anno merita una verifica in più. Il taglio dell'aliquota al 33% può consentire a molti contribuenti con redditi superiori a 28.000 euro di versare meno con il metodo previsionale. È una scelta da fare con numeri alla mano, perché un errore di stima si trasforma in sanzioni.

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